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La ricetta di blini

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La settimana prossima il mondo ortodosso festeggerà la "Maslenica" (Масленица) , quando la gente si diverte e cucina i blini (блины ). Se mi chiedete qual è piatto tipico russo, senza pensarci tanto vi rispondo che sono proprio i blini naturalmente!  I primi blini appaiono sul tavolo degli abitanti della Rus’ antica nel lontanissimo anno 1005 d.c. Esistono numerose leggende che narrano delle loro origini. Una dice che il primo blin fu la conseguenza dell’errore commesso da una contadina. Per sbaglio prese del kissel d’avena che era sul tavolo e lo fece cuocere ed evaporare dentro la stufa russa. La contadina accorse molto tardi del suo sbaglio e servì comunque alla sua famiglia quanto ottenuto. La famiglia apprezzò molto il suo “errore” e grazie a questo adesso possiamo mangiare questo piatto così buono. Come dice uno studioso della storia russa  “blin” deriva dalla parola “mlyn”, sostantivo derivato del verbo “molot’ ” – macinare. Infatti l’ingrediente pr...

La memoria dell'Assedio

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Nel post precedente vi ho raccontato sull’Assedio, la testimonianza dell’inimmaginabile forza umana e del profondissimo amore verso la propria città e la Patria.    Spesso qui in Italia dopo aver raccontato sull’assedio oppure dopo aver mostrato delle foto fatte nel museo dedicato all’Assedio (le vedrete qui giù) tanti amici italiani mi chiedono: “Ma perché i cittadini non sono arresi? Che senso aveva fare tutti questi sacrifici?" Soprattutto per il cittadino sovietico non poteva esistere neanche la parole “arrendersi”. Leningrado, il cui nome deriva dal leader comunista Lenin e che fu la culla della rivoluzione, doveva essere salvata a tutti costi, anche pagando un prezzo così alto come le vita di centinaia di migliaia di persone. La gente era davvero educata in quel modo, e non poteva a nessun costo lasciare al nemico la propria Patria comunista. Il capitolo di questa terribile guerra (che noi russi chiamiamo la Grande Guerra Patriotica), rappresentato dalla sto...

Assedio di Leningrado

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Metronomo dell'Assedio Nessuno dimentichi, nulla sia dimenticato (Ol’ga Berggol’c, 1959)       Oggi è il 27 gennaio, una data molto importante sia per la storia di San Pietroburgo che per tutta la Russia. 74 anni fa l’Armata Rossa liberò Leningrado assediato, la culla della rivoluzione, che visse “strangolata” 900 giorni nell’anello stretto dalle truppe naziste. (la scritta su uno dei palazzi di San Pietroburgo: "Cittadini, durante i bombardamenti, questo lato della via è più pericoloso")   Mi sono permessa di cominciare questo post con la frase scritta dalla poetessa sovietica, Ol’ga Berggol’c, che è diventata un inno a tutti i sopravissuti, ai deceduti, all’eroismo di ogni cittadino della città e all’Armata Rossa in generale. La frase la prima volta fu citata nella poesia scritta dalla poetessa ormai dopo la Guerra, nel 1959, ma dopo l’avevano usato come il manifesto sul muro della memoria del cimitero Piskarevskoe (San Pietroburgo). ...